Alleggerirsi la coscienza
Segreti inconfessabili su iPhone.
Confessapp per iPhone introduce un concetto abbastanza interessante, cercando di simulare l’effetto “liberatorio” della confessione ai propri turbamenti mentali, sottoponendoli poi al giudizio degli altri utenti dell’applicazioni per poter ottenere una assoluzione (o una condanna) per i propri pensieri o le proprie azioni. Le confessioni di cui si parla in questo caso non sono intese nel senso strettamente religioso del termine, ma hanno una valenza più ampia, come ad esempio insoddisfazioni personali o il desiderio di condividere con il mondo un proprio successo o pensiero.
Ego te absolvo in nomine iPhonius
Il funzionamento dell’App è molto semplice: all’avvio, dopo il consueto splash screen, ci si trova una lista a scorrimento di “confessioni” di altri utenti, sormontata da un minuscolo banner pubblicitario. Le confessioni sono presenti sotto forma di paragrafo di testo di quattro righe, in genere sufficienti a contenere l’intero post. Un tap sullo scritto interessato permette di passare alla schermata del “giudizio”, con il testo completo e la possibilità di giudicare: angelo per il perdono, e il più classico dei diavoli per la condanna (o il non-perdono). È possibile visualizzare lo stato della votazione anche senza aver espresso la propria opinione.
È possibile applicare dei filtri alla visualizzazione dei post, selezionando il tab delle categorie e selezionandone una tra le nove disponibili, che vanno dal fallimento all’invidia, dall’odio al tradimento.
Un pulsante in alto a destra nell’interfaccia permette invece di inserire una propria confessione – un semplice campo di testo e una schermata per selezionare la categoria secondo i criteri precedentemente citati. Una volta inserita la propria confessione è però relativamente difficile seguirne l’andamento, visto che non c’è modo di risalire ad essa tramite l’interfaccia: l’altro lato della medaglia per quanto riguarda l’anonimato. Risulta in questo caso particolarmente utile selezionare una categoria che non sia “generale” per poter utilizzare almeno una chiave di ricerca al fine di rintracciare i propri “peccati” e capire come il mondo stia reagendo ad essi.
Un confessore discreto
Cosa abbastanza inconsueta, l’App non richiede la creazione di un account utente, ed è fruibile da subito: questo è sicuramente facilitato anche dal fatto che si tratta di esprimere un semplice giudizio True/False, senza possibilità di argomentare (almeno per ora – nelle intenzioni degli sviluppatori c’è anche l’aggiunta dei commenti).
Questo ha portato d’altra parte l’autore dell’App a dover applicare una sorta di pre-approvazione delle confessioni per evitare lo spam, cosa che rende la visualizzazione dei propri patemi non immediata.
L’esperimento sociale è molto interessante, però rimangono dei dubbi sull’utilità effettiva che questo tipo di App può avere. Visto il prezzo, comunque, è semplicissimo provare e vedere se liberarsi virtualmente la coscienza può avere effetti benefici sul proprio io. Altrimenti resta l’aspetto voyeuristico della lettura delle confessioni altrui, con la solita finestra di possibilità che vanno dal tenero all’agghiacciante.